La produzione di birra in Trentino

La birra che viene prodotta in TrentinoQuando si pensa a Trentino si immaginano le Alpi, i pascoli e le distese di vitigni. Ma non si immaginano mai i birrifici diffusi ovunque in Trentino, i centri di produzione artigianale di birra a conduzione familiare con i segreti che si trasmettono di padre in figlio fin dall’epoca del Medioevo. Cosicché la produzione di birra nelle terre dell’Adige fanno l’occhiolino alla produzione di birra più famosa in Europa, quella della vicina Germania che ha generato anche la famosa Oktober Fest.

Storia della produzione di birra trentina

A guardar bene le etichette sulle bottiglie di birra ci si può facilmente imbattere nella produzione di birra delle terre trentine. Infatti le marche di birra diffuse da tutto il Trentino sono numerose e con nomi spesso somiglianti alla lingua tedesca, poiché il trentino è bilingue, si parla sia italiano sia tedesco. La produzione di birra nelle valli dell’Adige e del Tirolo inizia tanti secoli fa, nel 1300 quando alcuni birrai della Boemia e della Baviera avviarono le prime birrerie a Innsbruck. Col passare dei secoli le frontiere geografiche sono cambiate, pertanto bisogna sapere che la prima birra fu assaggiata nel Tirolo del Nord, mentre a Sud (attuale zona italiana) arrivò molto più tardi, verso il XIX secolo e contava 28 maestri birrai a Sud. Prima di allora gli italiani non erano abituati al gusto della birra, cosicché la produzione era destinata solo ai turisti che si fermavamo per i centri termali e si alleviavano con il “dorato nettare”. Ma l’artefice della produzione di birra in queste terre è stato un parassita. Proprio così, lo oidium tuckeri si abbatté sulle viti e gli agricoltori si dovettero ingegnare per produrre altro, in tal caso la birra. In epoche successive altri parassiti continuarono ad attaccare i vigneti, e nuova linfa fu data alla produzione di birra che in sostanza si sostituì alla più conosciuta e tradizionale produzione di vino. Per la produzione di birra serviva il malto e in particolare il luppolo, ancora acquistato dalla Boemia e dalla Moravia.

I segreti della produzione di birra

Il sapore primario della birra è dato dal malto che viene macinato nei mulini e miscelato nell’acqua calda per dar vita al cosiddetto mosto. Ma il gusto speciale che distingue le buone produzioni di birra dipende dalla “cotta”, ovvero dal tino di cottura dentro il quale sono miscelati il luppolo (pianta rampicante) e il mosto. Si mantengono insieme fino a bollitura per poi discernere il luppolo dal resto. Tale resto è il mosto chiarificato dal quale si sottraggono le proteine che si decide di non inserire, e successivamente si pone a raffreddare e fermentare a piacimento a seconda del gusto che si desidera. Al mosto così elaborato si aggiunge il lievito per la fermentazione per passarlo alla maturazione che dura minima quattro settimane. Sarà poi il mastro birraio a decidere quand’è il tempo di bere il buon “dorato nettare” e se aggiungere aromi che specificano il retrogusto della birra. La birra Forst di Merano è stata la più diffusa in Italia, la prima azienda a diffondere il gusto della birra tra gli italiani.

Foto: LE image – Fotolia

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